Produrre energia dalla frazione umida dei rifiuti

Dai vantaggi dell’utilizzo di un processo ad umido per la creazione di biogas ad un caso reale di produzione energetica dai rifiuti urbani.

La produzione di biogas con processo ad umido è molto aumentata in Italia negli ultimi anni, sono stati costruiti oltre mille impianti, infatti, che si basano su questa tecnologia a basso costo e dall’elevata flessibilità di processo. Chi investe in tali infrastrutture può beneficiare di numerosi vantaggi:

  • l’ambiente è ottimale per la proliferazione omogenea dei microrganismi che consente di avere campioni estremamente rappresentativi delle condizioni biologiche del digestore
  • si ha un volume ottimale per ogni specifico mix di alimentazione
  • tutto il volume delle biomasse negli impianti ad umido si degrada in ambiente anaerobico, garantendo la massima efficienza. Ciò non avviene nei sistemi a secco per i quali è necessario impiegare materiali legnosi o strutturanti
  • la qualità del digestato è di molto superiore dovuta anche ad un pre-trattamento dei rifiuti in entrata

In generale si può dire che questi sistemi garantiscono un minor costo di gestione e al tempo stesso minimizzano i costi operativi. Sono impianti stabili che producono compost di alta qualità che deve comunque sottostare ad un preciso protocollo che ne stabilisce le caratteristiche di riferimento.

L’impianto a biogas di Lana che produce energia dai rifiuti urbani

Nel 2006 a Lana è stato inaugurato un impianto di media taglia che sfrutta il sistema di raccolta differenziata di oltre trenta città per produrre energia attraverso un processo di digestione anaerobica ad umido. I rifiuti in entrata vengono prima tritati e omogeneizzati per poi essere miscelati a 7 tonnellate di acqua in modo che la sostanza secca venga ridotta ad un 4%. In seguito la soluzione ottenuta passa attraverso una griglia che separa il materiale pesante da quello leggero e ciò consente di isolare le varie impurità.

In un secondo momento la massa viene convogliata all’interno di un ispessitore in cui la sostanza secca raggiunge un tenore di secco pari all’11%. A questo punto la massa è pronta per la fermentazione e perciò viene inviata in un digestore che la conterrà per almeno 16 giorni ad una temperatura di 37 gradi.

È a questi gradi che si verifica il processo di digestione che porta alla formazione del biogas costituito per un 60% da metano bruciato in due cogeneratori dalla potenza elettrica pari a 334 kW e 536 kW.

Le applicazioni del biogas, quindi, hanno davvero innumerevoli vantaggi e la nostra azienda può aiutarti a capire quali sono e come sfruttarli. Contattaci senza impegno!