Lo spreco di acqua potabile in Italia

L’acqua, nonostante sia un bene prezioso in esaurimento, viene sprecata a causa delle pessime condizioni strutturali dei nostri acquedotti. Milena Gabanelli ha condotto uno studio sull’argomento.

Ci ha molto colpito una ricerca condotta da Milena Gabanelli e pubblicata sul Corriere secondo la quale di tutta l’acqua potabile che viene immessa nell’acquedotto il 40% circa viene sprecata a causa di giunture vecchie e tubature che perdono.

Guardando i dati Istat relativi alle Regioni emerge un dato drammatico: stimando un consumo medio per abitante di 80mcubi annui, il volume di acqua perso ogni 12 mesi potrebbe soddisfare le esigenze idriche di 40 milioni di persone. I primi a pagare le conseguenze di questo disservizio sono le Isole, in cui 2,6 milioni di famiglie hanno problemi cronici di erogazione dell’acqua. In Sicilia, ad esempio, tutti i Comuni hanno un serbatoio sul tetto a cui attingere e d’estate fanno i turni per docce e lavatrici dal momento che dai rubinetti non scende una goccia per intere giornate.

Il governo è a conoscenza di questi dati e sta cercando di arginarli?

La risposta è positiva, nella legge di bilancio del 2018, infatti, sono stati stanziati 50 milioni annui per far fronte agli interventi sugli acquedotti, ma i tempi di realizzazione dei lavori sono troppo dilazionati e di questo passo Utilitalia stima che ci vorranno 250 anni prima di aver ristrutturato tutti i chilometri di tubature.

Il problema rimane aperto, quindi, per il momento quello che ci sentiamo di ribadire come azienda è di impegnarci nel nostro piccolo e adottare comportamenti virtuosi di risparmio idrico. Le innovazioni tecnologiche, inoltre, ci aiutano molto: gli impianti di irrigazione a goccia, ad esempio, consentono di minimizzare l’utilizzo dell’acqua e sfruttare meglio quella a disposizione.

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