Emergenza idrica nel Sudafrica: alcune riflessioni

Cattiva gestione delle risorse e incuria dovuta alle cattive abitudini dei cittadini. Come potrebbe risolversi il problema della siccità?

L’acqua è un bene prezioso che diamo troppo spesso per scontato, comportandoci come se avessimo a disposizione una risorsa illimitata da cui attingere. Lo sa bene il Sudafrica, che si trova in ginocchio dopo tre anni consecutivi di siccità che hanno svuotato le riserve di acqua potabile per la città e i dintorni. Attualmente sono in corso delle perforazioni per cercare falde freatiche in profondità e nuovi impianti di desalinizzazione sono in costruzione, tutto ciò, però, non cambia i fatti a breve termine.

Il Governo si sta muovendo per arginare la situazione imponendo un consumo massimo giornaliero di 50 litri a persona, che sono davvero pochi se pensiamo che una doccia di 5 minuti equivale a 80 litri di acqua che se ne vanno. Perciò si assiste a code infinite di persone con bidoni di plastica che affollano le poche sorgenti naturali ancora rimaste, con la speranza di raccogliere un lauto bottino.

Le ultimissime ricerche non sono confortanti: nei prossimi 20 anni il Sudafrica si troverà a dover fronteggiare un’altra crisi idrica. Lo studio, promosso dall’Istituto per gli studi sulla sicurezza (ISS) e la Commissione per la Ricerca sull’Acqua si basa su due fattori:

  • la strategia d’azione scelta dal Governo
  • la continua scarsità di acqua nel futuro

Quali sono le prospettive di questo paese allora? All’orizzonte potrebbe esserci una speranza ma solo se si verificano alcune condizioni, prima fra tutte un miglior trattamento delle acque reflue. A Città del Capo, ad esempio, solamente il 5% viene utilizzato per scopi industriali o di irrigazione dei terreni. Mancano gli incentivi alla conservazione idrica, cosa molto grave dati i problemi di questo paese. Le acque sotterranee sudafricane, inoltre, non sono abbastanza sfruttate soprattutto in agricoltura, mentre il loro utilizzo potrebbe migliorare di molto il problema dell’approvvigionamento idrico durante i mesi estivi. Inoltre, non meno importante, servirebbe un cambiamento culturale da parte dei cittadini che consumano mediamente 235 litri di acqua al giorno, un valore superiore di 173 litri alla media globale. Non si deve trascurare, però, un fattore molto importante e cioè la disuguaglianza presente nel paese per la quale è facile immaginare che i ricchi consumino molta più acqua rispetto ai cittadini medi, più poveri.

Ciò di cui avrebbe bisogno il Sudafrica, insomma, è un approccio coordinato alla gestione delle risorse idriche, un’azione all’unisono tra Governo, cittadini e società civile con il preciso scopo di concretizzare le varie proposte di miglioramento che ci sono in ballo.

Rariplast srl da sempre è attenta ai problemi legati a questa importante risorsa e dal suo canto si adopera a trovare soluzioni in tal senso grazie ad importanti partnership italiane che operano nei paesi africani. Sempre più frequentemente si realizzano manufatti ed impianti destinati all’export in particolar modo all’Africa.