Emergenza idrica: la colpa e' nostra?

Negli ultimi anni viviamo estati sempre più torride che fanno riemergere con prepotenza il problema della siccità. Ecco alcune riflessioni

Il Centro Europeo per i cambiamenti climatici (CMCC) ha stimato che nei prossimi trent’anni le precipitazioni estive diminuiranno del 22% al nord e del 24% al sud, costringendo sempre più comuni a razionare l’acqua durante i mesi più caldi.

La questione, che sembra emergere dagli addetti al settore, è che di acqua, sotto ai nostri piedi, ne abbiamo tanta. Il vero problema è che la gestiamo male, oltre al fatto che abbiamo contribuito, nel corso del tempo, a provocare questo cambiamento climatico in atto.

Un esempio di questa cattiva gestione è che l’85% del fabbisogno idrico del nostro Paese proviene dalle sorgenti sotterranee e dai pozzi che entrambi si rinnovano annualmente per circa 50 miliardi di metri cubi (una cifra molto elevata nonostante la diminuzione delle piogge). Nonostante ciò l’ISTAT rileva che già nel 2016 quasi il 10% delle famiglie italiane lamentava interruzioni nella fornitura di acqua nelle proprie case.

Il problema numero uno è sicuramente lo spreco a livello di acquedotto

Gli acquedotti italiani sono vecchi e perdono oltre un terzo dell’acqua che trasportano, che corrisponde a 10 milioni di persone in meno all’anno che possono dissetarsi e lavarsi. Per rimetterli a nuovo servirebbero oltre 5 miliardi di euro, un investimento consistente che potrebbe essere anche maggiore nel caso in cui fosse necessario individuare le falle. La tecnologia, invece, ci permette, ad oggi, di farlo attraverso dei segnali elettromagnetici che vengono inviati alle tubature e danno un riscontro immediato di ciò che trovano.

Il problema numero due è il nostro comportamento

Come spiega Legambiente, bastano piccoli gesti e accortezze quotidiane per ridurre gli sprechi di acqua. Si possono installare dei riduttori di flusso ai rubinetti, scegliere gli elettrodomestici a basso consumo e in generale adottare uno stile di vita più sano e attento agli sprechi!

Il problema numero tre riguarda l’agricoltura, sia vittima che carnefice

Come spiega Legambiente, l’agricoltura consuma da sola oltre il 50% del patrimonio idrico di tutto il Paese e negli ultimi anni sta risentendo molto di questo calo nelle precipitazioni. La produzione di olio, la vendemmia, il miele e il latte hanno subito un calo delle performance a causa della siccità. Anche in questo caso, però, la scienza sta facendo molto grazie all’agricoltura di precisione. Droni e robot dotati di sensori e termocamere forniscono informazioni prima impensabili. Anche le tecniche agricole sono migliorate: grazie all’irrigazione a goccia, ad esempio, si può somministrare una quantità di acqua calibrata evitando gli sprechi!

La nostra azienda è a vostra disposizione per aiutarvi a risparmiare in campo agricolo, civile e residenziale. Per quanto riguarda la vita di tutti i giorni, invece, ci auspichiamo che le nostre abitudini quotidiane siano sempre più virtuose per la nostra salute e quella del pianeta intero!